L'incontro con la famiglia Lunardelli e i suoi vini
'Però,niente male questo chardonnay'.
Ecco il pensiero che mi ha attraversato la mente quando ho sorseggiato il calice che all'Osteria Per Bacco di Scorzè ha aperto la conferenza stampa a convivio per la presentazione della Festa del Pomodoro 2009.
Wally, la 'parona' assieme al marito Giovanni Lunardelli dell'azienda agricola Vignaluna di Musile di Piave , non ha mancato di spiegarci che si tratta di un vino “dall'aroma intenso e complesso che ricorda la mela golden, i fiori, la crosta di pane fresco .Ha un sapore fine di piacevole aromaticità.”
E qui si coglie la filosofia dell'azienda, il privilegio accordato a vini freschi d'annata; “ il nostro pensiero va al futuro, nell'idea di essere riconosciuti nel mercato come custodi della originale genuinità dei nostri prodotti.”
Poi ecco un altro vino che ha segnato la storia enoica delle terre del Piave :il raboso.
Negli ultimi tempi, lo confessiamo senza reticenze, abbiamo assaggiato nelle nostre quotidiane peregrinazioni, dei vinacci indegni di tal nome.Finalmente,ecco un vino onesto, che ben si esprime, con una spiccata acidità e profumi di lampone e mora selvatica .
Ed ecco il rosato, vino poco valorizzato e conosciuto.Vi è chi pensa ancora che il vino rosato sia frutto della contaminazione fra vini rossi e bianchi .La riforma europea sul rosato non piace infatti a nessun produttore di rosato europeo. Non si può fare vino rosato mischiando vino bianco con vino rosso! In Italia lo sconcerto-protesta non è da meno. Se non si dovesse “ripensare”, praticamente avremo vino rosato creato dal semplice taglio del bianco con il rosso. La pratica non è cosa nuova nel mondo: a livello internazionale alcuni paesi mischiano bianco e rosso e la pratica è accettata dalla OIV, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.Adesso: il Consiglio ha adottato la riforma del vino nel 2007, la Commissione sta completando l’iter implementando gli ultimi punti. Ma, la regola fissata è quella di seguire maggiormente le referenze per le pratiche enologiche riconosciute dalla OIV. E la OIV permette che il vino rosato si possa farlo dalla miscela di vino rosso e bianco.
Così, nel pieno delle polemiche, degustiamo il rosato di Vignaluna.
Anzi,il raboso rosato,per la precisione.Wally ci ricorda che “ il vino ha un colore rosato con riflessi rubino. E'elegante , con lieve sentori di frutta rossa dal sapore fresco. Si abbina con antipasti caldi e freddi, primi piatti, carni bianche e pesce ai ferri.”
Un buon incontro, che ci intriga, questo con Vignaluna.
E poi la storia non è acqua. La famiglia Lunardelli è presente nella produzione vinicola da tre generazioni. Con il nonno Giovanni Battista il quale lavorava in un regime di mezzadria, poi il figlio Luigi che iniziò ad acquistare il terreno e ad impostare i vigneti con sistemi di allevamento sylvoz attrezzandosi con una piccola cantina adiacente alla casa padronale.E dal 1992 che la nuova cantina è diretta dal figlio di Luigi, Giovanni, diplomato enotecnico nell'anno 1988 all'Istituto Tecnico Agrario Statale G.B. Cerletti di Conegliano e successivamente Enologo nel 1998.
Di padre in figlio la passione per la viticultura viene tramandata da quattro generazioni .
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